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A testimoniare le antiche origini del Comune di Canneto Pavese c’è questa chiesa parrocchiale eretta nel XII secolo e dedicata ai Santi Marcellino, Pietro ed Erasmo. Le vicende che portarono alla erezione della nuova chiesa al posto dell'antica, ormai troppo piccola per contenere i fedeli, iniziarono il 2 dicembre 1733 con l'acquisto del terreno da parte della Società del SS. Sacramento di Canneto. La chiesa fu riaperta al culto nel 1878. Al centro, un grande portale di accesso, sormontato da finestrone a lunetta e affiancato da due ingressi minori. La facciata, in mattoni a vista, è orientata sul versante collinare, con colmo del tetto a due spioventi. Posteriormente si erge il maestoso campanile, terminato nel 1854 su progetto dell’ingegner Giuseppe Gianolli, recentemente restaurato.
L'interno presenta una pianta a croce latina. Vi dominano poderose arcate che sorreggono le spinte della cupola centrale.
L’altar maggiore, di stile barocco, acquistato nel 1879 dalla demolita Chiesa di San Domenico di Cremona, è affine, per arte e architettura, a quello della Certosa di Pavia. Superbo per i marmi varicolori, impreziosito da innumerevoli pietre pregiate, è sormontato da un sontuoso tempietto. Sottostante è il tabernacolo, con bella porticina in rame dorato. Ai lati presbiteriali sono due tele ad olio di buona fattura, mentre la balaustra in marmi multicolori (sec. XVIII) è preceduta da quattro alzate.
Sul lato destro, partendo dall’altar maggiore, è posto l’altare del Sacro Cuore, settecentesco, in marmi varicolori, sul quale campeggia la nicchia che racchiude la statua del “Redentore”, già nell’antica chiesa di S.Erasmo. Interessante è pure il tabernacolo ligneo intagliato e dorato. Segue altra grande nicchia fiancheggiata da colonne d’ordine corinzio: all’interno si trova la statua di Sant’Antonio da Padova e quindi, in intradosso, l’altare neoclassico marmoreo su cui sovrasta la pala di “Cristo che porge le chiavi a San Pietro”. L’opera è abbellita da due colonne neoclassiche che, ai lati, sorreggono la timpanatura soprastante.
Il lato sinistro, invece, dall’altar maggiore, presenta la “Grotta di Lourdes”, seguita, in intradosso, da un altare marmoreo dedicato alla “Vergine” di semplice e recente fabbricazione, caricato da nicchia che racchiude la statua della “Madonna con bambino”, opera lignea del secolo XVIII. A destra di questo altare una lapide marmorea nera ricorda il parroco Don Pietro Vicini (sec. XIX). Dopo un’altra nicchia con dorature, che contiene la statua di “S.Caterina da Siena”, si trova il battistero in pietra. Alle spalle, la statua del “Cristo flagellato”, pure in nicchia. Sul lato destro dell’intradosso del Battistero, è deposta una lapide marmorea, già nell’Oratorio del S. Cuore di Colombarone, a ricordo di Pietro Augusto Riccadonna (sec. XIX).
La parrocchia detiene anche pregevoli opere pittoriche, di cui quattro raffiguranti “Le Virtù Teologali”, “La morte di S. Giuseppe” (sec.XVII), “Lo sposalizio della Vergine” e “Sant’Apollonia”. Notevole è poi una “Deposizione” forse proveniente dalla chiesa locale degli Agostiniani.
   

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