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Nella Valle tra Canneto Pavese e Broni, immerse nel verde di un
rigoglioso parco, sono ospitate le
Fonti di Recoaro in una costruzione in stile
perfettamente liberty risalente all’inizio del ‘900.
Le prime notizie sul complesso termale "Fonti di Recoaro" risalgono al
1853, anno in cui viene attivata per la prima volta la fonte di acque
minerali sulfureo-magnesiache. Alla fine del 1800 fu il Sig. Gabriele
Pracca, proprietario del fondo e della cascina dove si trovano le
fonti di acque minerali, che fece inizialmente conoscere le
proprietà terapeutiche di queste acque.
Nel 1913 la proprietà fu acquistata dal Geom. Silvio Canepa il quale
vide le potenzialità della struttura e incaricò l'Architetto Covini di
redigere il progetto in stile liberty, di moda in quei tempi, ed
inoltre chiamò i maestri Comacini per realizzare le caratteristiche
grotte, tra cui la grotta della fonte denominata S. Antonio tuttora
esistente e perfettamente conservata.
Il nuovo complesso, considerato uno tra le più rare e belle
costruzioni in stile liberty dei primi anni novecento, fu inaugurato
nel 1920, in concomitanza con l'inaugurazione della Fiera Campionaria
di Milano. Negli anni successivi divenne anche un locale da ballo di
prestigio sia diurno che notturno; il lunedì era il giorno dedicato ai
bambini, che trascorrevano la giornata a Recoaro portando con sè la
colazione al sacco, mentre gli adulti facevano le cure idropiniche
passeggiando nel rigoglioso bosco secolare. Riscuotevano grande
successo i fuochi artificiali nel giorno di San Contardo, patrono di
Broni, l'ultima domenica di agosto. La stagione durava dal primo di
maggio al trentuno di ottobre. Nei primi anni, i collegamenti con
Broni avvenivano con diligenze a cavallo partendo da piazza Italia e
percorrendo la caratteristica vallata di Recoaro; nei successivi anni
'20 veniva utilizzato come mezzo di trasporto un torpedone scoperto
Fiat Bl.
Nel 1925 venne costruito il secondo piano dell'edificio adibito a bar,
dove fu allestita una "Botega" (locale di tipologia simile al "Night
Club" dei giorni nostri), dove su ogni tavolo splendeva la luce
soffusa delle abatjours. In questo periodo le Fonti di Recoaro
raggiunsero il loro massimo splendore, basti pensare che, il 29 agosto
1929, furono venduti diecimila ingressi, un vero record; i clienti,
che provenivano da tutto l'Oltrepò pavese e da Milano, arrivavano a
Recoaro con le carrozze, in bicicletta e addirittura, vista la grande
affluenza, fu allestito un tram a cavalli che provvedeva al trasporto
delle persone facendo la spola tutto il giorno. Negli anni '30 venne
allestito un ristorante di alto livello, condotto da uno chef ex
direttore della "Magi Vecchia Milano". Dopo la seconda guerra
mondiale, probabilmente a causa di una gestione poco attenta, Recoaro
ha iniziato un lento e costante declino, che ha comportato la chiusura
e l'abbandono dell'intero complesso, provocandone un forte stato di
degrado.
Recentemente, nel 1999, Recoaro è stato acquistato dalla società
"Fonte Salus s.r.l." che, con l'intento di riportare il complesso al
suo antico splendore e con l'aiuto dei Comuni di Broni e Canneto
Pavese, ha iniziato il restauro e il recupero degli immobili,
conservando e valorizzando il patrimonio artistico, realizzando nuovi
spazi per quelle strutture che erano carenti negli anni passati e
creando le condizioni per permetterne l'utilizzo nel periodo
invernale, e anche per accogliere nel miglior modo i clienti nelle
diverse attività che si svolgeranno. La nuova società, inoltre, si è
occupata del recupero delle vecchie fonti sulfureo-magnesiache,
ufficialmente riconosciute dallo Stato |
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