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Vigevano e la Lomellina
Da Pavia si risale per un tratto la sponda sinistra del Ticino
tra begli scorci sulla valle e sui boschi golenali, fino a
Bereguardo.Del paese, luogo di un castello visconteo, l'immagine
più nota è quella del ponte di barche che attraversa il fiume.
Siamo, da subito, nel territorio del Parco lombardo del Ticino
(www.parcoticino.it), primo
parco fluviale italiano istituito nel 1974 dalla Regione Lombardia.
Soste successive sono Gambolò, paese di geometrico impianto
urbanistico nel cui grande Castello, Beccaria Litta, d'impianto
quattrocentesco, è ospitato il Museo archeologico lomellino (www.lomellinamusei.135.it),
e La Sforzesca, tenuta agricola e riserva di caccia di
Ludovico il Moro organizzata intorno a un vasto edificio
quadrilatero, tardogotico, con palazzotti angolari. In breve si
giunge a Vigevano, centro principale della Lomellina e dunque
di ben produttive campagne ma con storia, nel '900, soprattutto
d'industria (fu per anni la "capitale della scarpa"). Tra '300 e
'500 fu sottoposta a Milano, ai Visconti e poi agli Sforza. Ludovico
il Moro, che nel castello di Vigevano nacque, nel 1452, diede
impulso straordinario alla città e alla campagna: introdusse la
coltura del baco da seta alla Sforzesca, fece tracciare rogge da
Leonardo da Vinci, a Leonardo stesso e al Bramante chiese forse
d'ideare la straordinaria Piazza Ducale, cinta su tre lati da
portici un tempo con botteghe e case di mercanti di drappi e di
sete, chiusa sul quarto dal prospetto scenograficamente concavo del
Duomo. Accanto è il Castello, rifatto anch'esso da Ludovico il Moro,
con la Falconiera porticata, il palazzo Ducale, la panoramica torre
del Bramante, a piani rientranti, l'eccezionale via pensile coperta
che scavalca il borgo fino alla Rocca vecchia. Nelle ex scuderie
sono sistemati i reperti del Museo archeologico nazionale della
Lomellina (0381 72940) e le curiosità, i documenti, i "pezzi" del
Museo della Calzatura (tel. 0381 81811).
Da Mortara, centro agricolo e "gastronomico" (per la
lavorazione delle carni d'oca)" si possono tagliare i vasti
orizzonti della Lomellina - risaie, pioppeti, grandi cascine isolate
- fino a Lomello e al suo nucleo altomedievale con la chiesa e il
battistero ovvero più brevemente puntare a Garlasco, grosso
borgo intorno alla porticata piazza della repubblica, e di qui
rientrare a Pavia. |
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tratto da "Il Gusto della
tradizione nel commercio lombardo" Guide Touring Club Italiano |
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