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Pavia

A Pavia la storia ha il colore caldo del cotto lombardo, che "lega" insigni chiese romaniche, antiche torri, piazzette raccolte, quiete vie padane in un trama edilizia sette-ottocentesca, posata e opulenta. L'ossatura della città, al di sotto, è ancora essenzialmente medievale e le principali vie del centro - la strada Nuova, i corsi Mazzini e Cavour - ripercorrono il cardo e il decumano della Ticinum romana. Massimi segni di continuità e "vocazione" - in un flusso di vicende che hanno visto Pavia corte e capitale (al tempo degli ostrogoti e dei longobardi), precoce centro commerciale e manifatturiero (al tempo dei Comuni), piazzaforte militare (con gli spagnoli), anche centro d'industrie (dal 1880 al 1970) - sono forse i collegi cinquecenteschi della sua Università e il paesaggio fluviale che la lambisce e circonda. Una posizione, quasi alla confluenza del Ticino nel Po, che spiega nei secoli facilità di comunicazione e ricchezza, di merci e di idee. In tavola Pavia si conferma agricola e fluviale:zuppa alla pavese, rane, anguilla alla borghigiana, grandi salumi e vini.
Le chiese, il castello, l'Università   
Si parte dalla piccola piazza di S. Pietro in Ciel d'Oro, chiesa fondata nel VII secolo e riedificata in forme romaniche tra il 1117 e il 1132, con facciata a capanna in mattoni e arenaria. Ilsoffitto è oggi a volta, senza traccia dei cassettoni lignei dorati che un tempo, presumibilmente, giustificarono il nome. Illustri le sepolture, che per tutto il medioevo diedero fama alla chiesa, citata anche da Dante, Petrarca, Boccaccio: sull'altare maggiore è l'arca marmorea di Sant'Agostino (1362), le cui spoglie furono traslate da Ippona a Cagliari e da Cagliari a qui nell'VIII secolo, secondo Paolo Diacono su iniziativa di Liutprando, forse il più grande dei re longobardi;nella cripta, dietro l'altare, si vede il sarcofago di Severino Boezio, filosofo, consigliere e vittima di Teodorico, che lo mandò a morte sospettandolo di tradimento (524); nel pavimento sotto la cupola riposano le ossa di Liutprando stesso, morto nel 1174.
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tratto da "Il Gusto della tradizione nel commercio lombardo" Guide Touring Club Italiano
   

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