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> la viticoltura a Canneto |
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La coltivazione della vite per la produzione di vino è una
tradizione millenaria che costituisce ancora oggi uno dei
più importanti aspetti culturali, tessuto conduttore
che accomuna nel profondo le famiglie abitanti nel
territorio del comune più vitato d'Italia.
Canneto è infatti il Comune con la
superficie a vigneto più alta rispetto al totale del
territorio.
I
territori coltivati a vite, non considerando strade e
caseggiati, occupano circa l'80% della superficie
disponibile e si estendono su di una fascia collinare a
cavallo tra la Valle Versa e la Valle
Scuropasso, ad
altitudine compresa tra i 129 e i 280 metri.
I terreni in forte pendenza e le colline interamente vitate
lo distinguono dal resto dell' Oltrepò Pavese e ne
caratterizzano la produzione, tanto che le Denominazioni
d' Origine Controllata Sangue di Giuda e Buttafuoco,
sono per disciplinare prodotte solo in alcune zone dell'Oltrepò,
zone per la maggior parte comprese nel territorio del comune
di Canneto Pavese.
Nei quasi 500 ettari di vigneto le cultvar più diffuse sono
a bacca rossa, anche se nelle zone più alte delle colline si
coltivano anche uve bianche. Premiata per i suoi vini
già nel 1902 all'esposizione internazionale di Buenos
Aires, a Canneto Pavese, il 30 ottobre 1987, è stato
conferito il
Diploma di Città Internazionale della Vite e del Vino
dall'
Office
International de la Vigne e du Vin di Parigi.
Canneto Pavese fa parte anche dell'Associazione
Nazionale Città del Vino |
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